mercoledì 12 maggio 2010

Piergiorgio Bergonzi: la scuola pubblica deve essere laica!

Il recente pronunciamento del Consiglio di Stato che, ribaltando una recente sentenza del Tar del Lazio, ha stabilito che l’insegnamento della religione cattolica concorrerà alla valutazione dei crediti scolastici da assegnare agli studenti che affronteranno l’esame di maturità, costituisce un atto che,nella situazione data, può determinare inaccettabili situazioni di privilegio-discriminazione fra gli studenti e compromettere il fondamentale principio della laicità della scuola pubblica.

Questo per una serie di ragioni che pure possono prescindere da un’opinione generale diffusa e condivisa secondo cui l’insegnamento della religione cattolica (previsto dal concordato) dovrebbe essere sostituito da un insegnamento di storia delle religioni.
Tale pronunciamento, infatti, facendo seguito a provvedimenti legislativi che il governo della destra ha assunto negli ultimi anni (immissione in ruolo di 15.000 docenti di religione cattolica scelti dalle curie vescovili, loro collocazione in ruolo per insegnamenti anche diversi da quelli della religione cattolica!) contribuisce a compromettere sostanzialmente il carattere di “facoltatività” dell’insegnamento della religione cattolica (pure sancito dalle norme concordatarie) assegnandole un’autorevolezza pari a quella degli insegnamenti obbligatori. E’ così che il fondamentale principio della laicità della scuola pubblica viene messo sempre più in discussione.

Le inaccettabili situazioni di privilegio-discriminazione che si verificheranno sono derivate dalla volontà ministeriale di impedire che le centinaia di migliaia di studenti che non si avvalgono dell’insegnamento della religione cattolica possano svolgere le attività alternative previste dalla legge. Il ministero ha tagliato tutti i fondi per la realizzazione delle stesse.
Questi studenti dunque risulteranno penalizzati nella valutazione scolastica in quanto non potranno acquisire crediti formativi attribuiti invece a chi accetta l’insegnamento della religione cattolica. Tanto più grave è la discriminazione in quanto il provvedimento cade alla fine dell’anno scolastico, alla vigilia degli esami di maturità. E’ indispensabile opporsi in ogni modo a simili provvedimenti in nome della laicità della scuola, del principio di uguaglianza fra tutti gli studenti, in nome della Costituzione. Si attende, in proposito, un sia pur tenue vagito dell’opposizione parlamentare. Infine è utile ricordare che i 25.000 insegnanti di religione cattolica comportano per lo stato una spesa annua di circa i miliardo di euro.
Il numero di insegnanti non è in alcun modo diminuito nonostante negli ultimi anni sia risultato fortemente ridimensionato il numero di studenti che scelgono l’insegnamento della religione cattolica, la spesa sembra si sia accresciuta. Ciò sta avvenendo contestualmente a provvedimenti che stanno devastando la scuola pubblica: riduzione delle risorse di 12 miliardi di euro in quattro anni (il 25% del bilancio del ministero della pubblica istruzione!); taglio di oltre 150.000 docenti e “licenziamento” di decine di migliaia di precari. Tutto ciò mentre il numero degli studenti della scuola pubblica si accresce.

Piergiorgio Bergonzi
(resp. naz scuola Partito dei comunisti italiani)

fonte: La Tecnica della Scuola:

Leggi anche QUI:

Brividi dal Consiglio di Stato: "religione" concorre a credito studente

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Papa Benedetto XVI parla di Scuole Cattoliche

1 commenti:

  1. la scuola deve assolutamente essere laica anche perchè sempre di piu diventera multietnica.la religione si fa in parocchia per i cristiani e ognuno delle altre confessioni nelle loro comunità.A scuola puo essere insegnato le culture diverse e la loro storia insegnata da professori laici.

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