
Al prossimo Consiglio dei ministri, ha detto Sandro Bondi, sarà presentato il disegno di legge sulla nuova disciplina per la concessione dei contributi pubblici alla cultura. L'obiettivo è una «maggiore trasparenza ed efficienza», che porti al superamento della «cultura di Stato» e del sistema attuale «non solo insostenibile dal punto di vista economico, ma a mio parere perfino immorale». Ma quel che più preme al ministro, oltre alla gestione della situazione contingente, è creare le condizioni per «liberare la cultura dall'abbraccio soffocante dello Stato che ne limita l'autonomia». E per Bondi «l'unico modo è richiamare le classi dirigenti alle loro responsabilità, rilanciare il mecenatismo dei privati, degli imprenditori, delle fondazioni bancarie». Per questo, anche se nella manovra anticrisi «non è stato possibile», il ministero dei beni culturali punta ugualmente al rinnovo del tax credit e del tax shelter, le misure di defiscalizzazione per il cinema. Come esempio, il ministro ha citato gli investimenti necessari per la Grande Brera: «Vi pare possibile che lo Stato metta 100 milioni? Attualmente è impossibile, ma possiamo richiamare il mecenatismo privato e sono sicuro che ci sarà una risposta forte».
Il discorso del ministro Bondi ha raccolto numerosi consensi. Esemplare quello del ministro La Russa, che riferendosi al progetto Brera ha commentato: «Non è detto che quello che non è riuscito a Napoleone, non riesca al ministro Bondi e al ministro Gelmini con l’aiuto del sindaco Moratti».
In chiusura, riportiamo una meravigliosa poesia di Bondi, scritta per l'amico Marcello Dell'Utri.
A Marcello Dell'UtriVelata verità Segreto stupore Sguardo leggero Insondabili orizzonti
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I Docenti Scapigliati

bondi, cambia spacciatore che è meglio,,
RispondiEliminae meno male che sandro c'è... quando lo vede anche uno sfigato come me si consola...
RispondiEliminaDa uno che è stato comunista ai tempi dell'URSS per diventare anticomunista dopo la fine del comunismo ci si può aspettare di tutto...
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