
Più studi più allontani il rischio di demenza senile.
Lo rivela uno studio pubblicato sulla rivista Brain, secondo cui ogni anno in piu' di scuola diminuisce la probabilita' dell'11 per cento.
I ricercatori hanno studiato i cervelli di 872 persone che prima di morire avevano compilato questionari sull'istruzione scolastica ricevuta.
Lo studio ha dimostrato che persone con diversi livelli di istruzione hanno patologie cerebrali simili, ma quelli piu' preparati sono in grado di compensare gli effetti della demenza.
"Ricerche precedenti hanno dimostrato che non c'e' un rapporto 'uno a uno' tra la demenza e i cambiamenti visti nel cervello dopo la morte", ha spiegato Hannah Keage, dell'universita' inglese di Cambridge, "una persona puo' mostrare grandi modifiche cerebrali e un'altra piccole, ma entrambe avere la perdita di capacita' cognitive. Questo studio dimostra che l'istruzione scolastica puo' 'insegnare' a sopportare meglio le modifiche cerebrali prima che portino ai sintomi della demenza".
L'Alzheimer è una patologia a carattere degenerativo del sistema nervoso centrale. L'esordio sintomatico è a carattere "insidioso": i primi sintomi sono lievi, sono difficili da riconoscere.
I sintomi di questa malattia sono tantissimi:
-Amnesia: è uno dei principali sintomi dell'Alzheimer. L'amnesia anterograda è l'incapacità di ricordare cose recenti. I pazienti affetti da demenza di Alzheimer tendono ad avere un (relativamente) buon ricordo delle cose passate ma a non ricordare le cose nuove, recenti.
-Aprassia: è l'incapacità di compiere azioni comuni: fischiettare, preparare il caffè, cucinare, fare dei disegni.
-Agnosia: è l'incapacità di riconoscere cose comuni. I pazienti affetti da Alzheimer tendono ad avere una maggiore difficoltà con gli oggetti animati, quali frutta, verdura ed animali.
-Anomia: incapacità a denominare un oggetto, pur riconoscendolo. Un soggetto affetto da anomia può utilizzare perifrasi, sinonimi, termini assonanti o neologismi per riferirsi all'oggetto di cui non ricorda il nome. Disorientamento spazio-temporale: quando il paziente non sa rispondere alle domande "che giorno è oggi", "in che mese siamo, in che stagione, in che anno". Vi è disorientamento spaziale se il paziente non sa rispondere alla domanda "dove ci troviamo ora".
-Acalculia: il soggetto non sa compiere operazioni matematiche elementari.
-Agrafia: il soggetto ha difficoltà di scrittura. Nelle forme più gravi non riesce a scrivere nemmeno la propria firma.
-Deficit intellettivi: peggioramento delle capacità di ragionamento, di pianificazione e di giudizio.
-Cambiamenti nel tono dell'umore
-Sintomi psicotici e modificazione della personalità. il paziente può assumere comportamenti bizzarri, o aggressivi.
E' bene dunque studiare per mantenere giovane e attento il nostro cervello. Il coordinatore dello studio ha dichiarato che è bene allenare il nostro cervello sin da piccoli.
I sintomi di questa malattia sono tantissimi:
-Amnesia: è uno dei principali sintomi dell'Alzheimer. L'amnesia anterograda è l'incapacità di ricordare cose recenti. I pazienti affetti da demenza di Alzheimer tendono ad avere un (relativamente) buon ricordo delle cose passate ma a non ricordare le cose nuove, recenti.
-Aprassia: è l'incapacità di compiere azioni comuni: fischiettare, preparare il caffè, cucinare, fare dei disegni.
-Agnosia: è l'incapacità di riconoscere cose comuni. I pazienti affetti da Alzheimer tendono ad avere una maggiore difficoltà con gli oggetti animati, quali frutta, verdura ed animali.
-Anomia: incapacità a denominare un oggetto, pur riconoscendolo. Un soggetto affetto da anomia può utilizzare perifrasi, sinonimi, termini assonanti o neologismi per riferirsi all'oggetto di cui non ricorda il nome. Disorientamento spazio-temporale: quando il paziente non sa rispondere alle domande "che giorno è oggi", "in che mese siamo, in che stagione, in che anno". Vi è disorientamento spaziale se il paziente non sa rispondere alla domanda "dove ci troviamo ora".
-Acalculia: il soggetto non sa compiere operazioni matematiche elementari.
-Agrafia: il soggetto ha difficoltà di scrittura. Nelle forme più gravi non riesce a scrivere nemmeno la propria firma.
-Deficit intellettivi: peggioramento delle capacità di ragionamento, di pianificazione e di giudizio.
-Cambiamenti nel tono dell'umore
-Sintomi psicotici e modificazione della personalità. il paziente può assumere comportamenti bizzarri, o aggressivi.
E' bene dunque studiare per mantenere giovane e attento il nostro cervello. Il coordinatore dello studio ha dichiarato che è bene allenare il nostro cervello sin da piccoli.
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cercasi badante polacca per sostegno insegnante causa allungamento progressivo età pensionabile.
RispondiEliminaDi tanto in tanto escono ricerche di questo tipo sulla malattia di Alzheimer ...
RispondiEliminaCertamente una vita intellettualmente attiva "potrebbe rallentare" il decorso iniziale di questa patologia NEURODEGENERATIVA;un cervello attivo è caratterizzato da un aumento delle connessioni sinaptiche tra i neuroni che possono compensare nella vecchiaia la perdita di neuroni. Basti pensare agli attori di teatro (Calindri, Tieri, la stessa Valeri malgrado il Parkinson ...)o a ricercatori come Dulbecco o la Montalcini.
I disturbi intellettivi dell'Alzheimer sono dovuti alla progressiva ed inesorabile perdita di tessuto nervoso (sostituito da placche amiloidi)e la cause multifattoriali (familiarità, esposizione agenti inquinanti,...)
Insomma a mio parere sta ricerca è la scoperta dell'acqua calda ma non porta assolutamente alcun contributo e sulla terapia e sulla prevenzione.