
Nell’unico Paese occidentale dove l’Isola dei famosi continua a fare record d’ascolti, quello in cui i libri si leggono sempre di meno e i grandi cervelli scappano all’estero, si continua a fare tagli all’istruzione e alla ricerca.
Migliaia di maestre e professori precari, vengono lasciati a casa dall’oggi al domani.
Con un taglio da otto miliardi di euro in tre anni, 145 mila persone, tra docenti e ATA, non avranno più lavoro. Miliardi sottratti al futuro dei nostri figli e non ai corrotti o agli evasori.
Tremonti ha giustificato questo massacro come una scelta obbligata, mentre non sembra esserlo per paesi come la Francia, la Germania, la Danimarca, che aumentano invece di ridurre i fondi all’istruzione.
La ragione di tutto questo appare ovvia: la scuola insegna a pensare, a decidere, a capire. Questa classe dirigente, rozza e volgare, invece ci vuole tutti incapaci di agire, di progettare e sperare.
Le scuole italiane già da tempo stanno accusando i problemi che questi tagli hanno provocato: abbassamento dell’offerta formativa, tagli al tempo pieno, l’impossibilità di aprire nuove sezioni a fronte di un forte aumento di alunni. Ma se il governo taglia i Comuni provano a ricucire. Ad Argelato si è inaugurata una nuova scuola materna che permetterà a molti bambini, a Settembre, di usufruire di questo servizio, ma allo stesso tempo però ancora molti resteranno fuori, perché la terza sezione, richiesta con forza, non è stata concessa, le insegnati non sono state mandate. Il Comune, che ha dovuto effettuare una pesante riduzione delle spese, in quanto fuori dal patto di stabilità, proprio perché ha voluto fortemente la scuola materna, ha tra le sue priorità, ancora una volta la scuola.
Una società che non investe nella scuola rinuncia al suo futuro.
Le scuole sono rimaste il solo luogo comunitario quotidiano costante dove adulti, bambini o ragazzi condividono spazi, parole, affetto, difficoltà, fatiche, speranze, sogni, dispiaceri. Oggi la scuola va sostenuta perché è questo. E lo è in mezzo a una società in cui è saltato il patto tra adulti. Quel patto che fonda e rende possibile la trasmissione simbolica dei valori, delle regole, dei modi di porgere e porgersi che passano da una generazione all’altra. Occorre partire dalla scuola, perché solo da essa può venire un contributo sostanziale per affermare la cultura della legalità e del rispetto inviolabile della dignità della persona.
Argelato Democratica
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