mercoledì 30 giugno 2010

RETE STUDENTI: "Gelmini fuori dalla realtà"...

 La Rete degli studenti ha definito le parole del responsabile del Miur (oggi ai microfoni di Radio Anch'io) "assolutamente fuori dalla realtà", che "stonano con il suo operato" e tese a "nascondere dietro la maschera di una scuola del rigore e del merito, l'unico criterio con cui si è occupata di scuola in questi anni: tagliare e far cassa".
Attraverso una nota, la Rete degli studenti critica i commenti del ministro riguardo una serie di punti: dall'aumento dei bocciati ("viene visto come la vittoria del merito, quando, nella realtà, non è altro che il fallimento della scuola pubblica"), alla diminuzione delle ore ("fatta con l'unico criterio del risparmio" e "giustificata con una particolare teoria sull'attenzione che ad un certo punto cala").
Agli studenti non è piaciuto nemmeno il giudizio positivo su come stanno procedendo gli esami di Stato: "Il ministro invece di organizzare una riforma strutturale della prova condivisa con le parti sociali, parla di tracce gradite agli studenti per la loro attualità, dimenticandosi delle proposte degli studenti per modernizzare la prova". Forti critiche, infine, anche alla volontà espressa dal ministro di lavorare per una "scuola pubblica, che deve essere di tutti indipendentemente dal reddito, grazie ad un investimento sul diritto allo studio".
Secondo il sindacato studentesco sono solo "belle parole, ma che stonano veramente troppo con la politica che lei stessa sta portando avanti: la scuola che dal prossimo anno avremo davanti sarà una scuola elitaria e classista, che di pubblico avrà soltanto il nome. Un scuola pubblica - concludono dalla Rete - solo di facciata, che in realtà è accessibile solo a chi se lo può permettere"

Qualche dato (vero) sul TEMPO PIENO...

Aspettando Godot, ovvero i dati ufficiali del Miur sul tempo pieno, pubblichiamo qualche "preziosa" informazione sulle tragiche amputazioni della scuola primaria. Il ministro, chiaramente, smentisce tutto, affermando che "il tempo pieno è aumentato" e saranno addirittura 50.000 i nuovi studenti "in più" ad avvalersene.
Sarà. 

A Milano le classi a tempo pieno richieste dalle famiglie ammontano per il 2010/2011 a 7.209. L'ufficio scolastico provinciale ne ha autorizzate 7.061.
La mancanza di risorse per i tagli agli organici ha comportato che 148 classi richieste a TP non venissero autorizzate e fossero trasformate d'ufficio dall'USP a TN. Gli alunni (e le loro famiglie) spostati nelle prime classi dal T.P. a 40 h. al T.N. a 27h, ammontano a 3.830 unità.
Lo scorso anno le prime a TN erano appena 92, nel 2010/2011 in virtù dello spostamento forzoso, passano a 220. Ma c'è di più. La struttura del tempo pieno, due insegnanti per ogni classe, viene meno in quanto non si attribuisce automaticamente il doppio organico alle classi. A seconda del numero di classi attivate si fa un po' di cresta. Classi tutte a T.P.: fino a 30 posti: -1 posto; da 32 a 42: - 2 posti; da 44 a 70: - 3 posti; da 70 in poi: - 4 posti.
Veniamo alla situazione in Veneto. I posti tagliati nella scuola primaria sono complessivamente 652 con la seguente distribuzione territoriale:
Se i posti vengono tagliati, in realtà gli alunni aumentano e aumentano le richieste di tempo scuola delle famiglie venete. Infatti sono oltre 7300 le famiglie che per il prossimo anno scolastico hanno richiesto il tempo pieno che non verranno accontentate.

Per il secondo anno consecutivo le famiglie italiane hanno bocciato il modello Gelmini, vale a dire l’opzione 24/27 ore, privilegiando il tempo scuola a 30 ore o il modello del tempo pieno. I dati provvisori in nostro possesso indicano un aumento di richieste di tempo pieno, anche nelle regioni dove tradizionalmente è meno diffuso: in Campania ad esempio la richiesta è esattamente il doppio, rispetto alle classi attualmente funzionanti. Nella provincia di Firenze non sono state accolte 75 richieste di classi a tempo pieno in più. In Lombardia il 52,47% e in Emilia Romagna il 45,29% delle richieste delle famiglie hanno privilegiato il modello a tempo pieno, con un incremento, rispetto alle classi attualmente funzionanti, rispettivamente del 7% e del 2%. Richieste di incremento che ovviamente non potranno essere soddisfatte. Lo stesso sta avvenendo nel Lazio con quasi 4000 richieste di tempo pieno non soddisfatte.
La possibilità inoltre di garantire le 30 ore settimanali sta diventando una mera chimera: infatti il Ministro attribuirà per il secondo anno consecutivo personale alle scuole solo per 27 ore. L’impossibilità quindi di conciliare organico e richieste ci viene segnalata ovunque in Italia. Drammatica la situazione della Sicilia dove il numero di posti tagliati è altissimo e dove le famiglie per la quasi totalità hanno scelto il modello delle 30 ore.
Come fare per coprire il tempo mancante, premesso che le compresenze (poche) rimaste vengono definitivamente tagliate? Qualche zelante e creativo funzionario provinciale, ha ben pensato di attingere alla dotazione del tempo pieno o dei CTP per ricavare qualche posto in più, contravvenendo quindi a quanto stabilito sia dalla circolare sugli organici 2010/2011 che dal Regolamento.
Ma la coperta è corta e non serve tirarla da tutte le parti: la verità è che il Ministro Gelmini non può garantire il tempo scuola richiesto dalle famiglie, avendo scientemente deciso di smantellare la scuola primaria per pagare il tributo dovuto a Tremonti.
Anche per questo, la FLC ha messo in campo una serie di iniziative di mobilitazione: infatti la qualità della scuola pubblica e il diritto all’istruzione, pregiudicati gravemente dalle iniziative di questo Ministro, rappresentano per la nostra organizzazione un diritto essenziale di cittadinanza da difendere e tutelare.
Pubblichiamo, tra i dati in nostro possesso, la situazione di due regioni, Lazio ed Emilia Romagna e di due province, Pordenone ed Arezzo.

Ultimissima:
Il Direttore Generale Chiappetta con una nota inviata il 1 giugno scorso al Direttore dell’USR del Lazio, a lungo tenuta nascosta, invita perentoriamente a garantire la conferma delle classi attualmente funzionanti a 40 ore in fase di organico di fatto.
È senz'altro un risultato positivo, a dimostrazione che la determinazione e la partecipazione attiva a rivendicare il rispetto dei diritti producono cambiamenti, ancorché all’interno di una situazione che rimane critica
Clicca QUI per vedere la nota.


 
 
fonte parziale: www.flcgil.it

Gelmini a "Radio Anch'io" su Scuola e Università: "tempo pieno aumentato: +50.000 alunni"

La trasmissione Rai di "Radio anch'io", questa mattina in diretta alle ore 9, aveva come ospite il ministro Gelmini. Interlocutori del ministro due giornalisti di Panorama e del Corriere della sera, oltre a numerosi radioascoltatori che, come capita in questi casi, sono rimasti, per la maggior parte, non ascoltati per eccesso di domande in attesa.
La maggior parte della trasmissione è stata riservata i temi dell'università.
Per la scuola, oltre ad alcune domande sui programmi della secondaria superiore e sui livelli di preparazione dei ragazzi che escono dalla scuola media, vi sono stati alcuni temi che hanno riguardato il tempo pieno e i docenti di sostegno per alunni disabili.
Alla domanda di un ascoltatore romano, che lamentava la riduzione delle classi a tempo pieno a causa della mancata conferma sulle nuove prime classi dei posti di docente in uscita dalle classi quinte, il ministro ha risposto affermando che, sulla base dei dati pervenuti dagli uffici scolastici regionali e dall'ufficio statistica del Miur, vi è stato per il prossimo anno un aumento complessivo, a livello nazionale, di 50 mila alunni nella classi a tempo pieno.
Per i posti di sostegno ha negato, ancora una volta, che vi sia stata riduzione di organico, e ha precisato che le verifiche previste dalla manovra finanziaria in corso di conversione in legge in Parlamento servono ad accertare le effettive condizioni di disabilità per assicurare il diritto degli alunni disabili.
Il tema del rapporto, in aumento, del numero di alunni per docente, è stata l'occasione per il ministro per svolgere una comparazione con le situazioni degli altri Paesi dell'Unione dove la percentuale di docenti è inferiore a quella italiana. La Gelmini, in proposito, ha criticato le politiche per l'istruzione dei decenni scorsi che, misconoscendo il primario diritto di studenti e famiglie, hanno trasformato la scuola in una specie di ammortizzatore sociale per aumentare l'occupazione.

Ecco una sintesi delle parole della Gelmini, oggi ai microfoni di Radio Anch'io:

Nella scuola media negli anni sono state introdotte molte materie ma si sia persa di vista la preparazione sulle materie fondamentali, come l'italiano, la matematica, la lingua. Intendiamo dare più peso allo studio dell'italiano... serve anche maggiore orientamento dei genitori e attenzione alle inclinazioni dello studente: è inutile iscrivere un ragazzo al liceo se è più portato per la manualità.
Si deve rafforzare l'orientamento perché è meglio indirizzare un alunno subito nella scuola adatta piuttosto che fargli perdere del tempo con esperienze per lui eccessivamente impegnative quali possono essere quelle di un liceo o un istituto complesso.
All'Universita' si passera' da un sistema di risorse devolute a piogge a uno basato sulla valutazione. Il problema delle risorse esiste e' inutile negarlo ma dall'inizio della legislatura, la questione e' stata posta male, soprattutto dall'opposizione. Si dice spesso che la Merkel e altri Paesi hanno scelto di investire nell'Universita' e nella Scuola in tempi di crisi mentre questo Governo ha tagliato. In realta', non spendiamo meno di altri Paesi. Il problema è nel modo in cui il denaro viene utilizzato. Noi non possiamo piu' permetterci di spendere in maniera indistinta.
La moltiplicazione delle cattedre nelle univeristà o nella scuola, spesso si è tradotta in una mancanza di qualità e oggi dobbiamo concentrare le risorse dove hanno impiego corretto e utilità.
Per troppo tempo molte risorse sono state devolute a corsi di laurea (penso ad esempio a Scienze delle Comunicazioni) che poi sono stati una delusione sul piano lavorativo per gli studenti.
Questa Riforma che nasce da due anni di stretta concertazione e di confronto con tutti gli addetti ai lavori dell'Università, vuole dare alle generazioni una preparazione adeguata ma anche offrire professionalità adeguate al mondo del lavoro.
L'agenzia Nazionale per la Valutazione dell'Universita' e della Ricerca entrerà in azione il prossimo ottobregia' e' stata nominata una commissione che dovra' selezionare i componenti, persone di provata esperienza, imparziali, senza coinvolgimenti politici, che dovranno fare un grande lavoro di valutazione del sistema universitario italiano per colmare il divario fra nord e sud e questo, proprio per non premiare solo gli atenei del Nord.

 
fonte parziale: http://www.tuttoscuola.com/
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sabato 26 giugno 2010

TAR: circolari Gelmini "illegittime"...


Una ordinanza del Tar del Lazio sospende i provvedimenti ministeriali in materia di organici accogliendo una richiesta del «Comitato nazionale per scuola della Repubblica» e del «Comitato bolognese scuola e costituzione». Il ricorso riguarda le circolari sugli organici che, secondo i legali di parte, sarebbero illegittime in quanto emanate prima che i Regolamenti sulla riforma della secondaria di secondo grado entrassero in vigore.

Il Tar del Lazio per il momento non è ancora entrato nel merito ma disposto la sospensione dei provvedimenti impugnati ordinando al Ministro di depositare nel termine di quindici giorni una «documentata relazione» per acquisire ulteriori elementi. Il 19 luglio è fissata una nuova udienza per decidere se confermare o meno la sospensione dei provvedimenti impugnati. Intanto, però, la sospensione delle circolari potrebbe avere qualche conseguenza. Secondo i Comitati che hanno promosso il ricorso la sospensione comporta che fino al 19 luglio tutte le operazioni sull'organico e i relativi trasferimenti del personale e quelle sulle iscrizioni sono congelate.

Secondo i Comitati che hanno presentato il ricorso «la serie di illegittimità compiute dal ministro Gelmini che, usando circolari come fossero leggi, ha forzato tempi e procedure della riforma al solo scopo di incassare i tagli di spesa, ha messo nel caos le scuole e mette a rischio l'inizio regolare del prossimo anno scolastico». Il Comitato Scuola e Costituzione sottolinea, in una nota, che i genitori hanno dovuto procedere all'iscrizione dei figli alle prime classi dei nuovi indirizzi per l'anno scolastico 2010-2011 «senza conoscere i programmi di studio e sulla base dell'offerta formativa dello scorso anno che gli istituti non sono stati in grado di aggiornare, in mancanza dei programmi e dei regolamenti definitivi». Sempre in assenza di programmi e regolamenti «è stato imposto ai Collegi l'adozione dei libri di testo entro il 31 maggio per le nuove classi prime» ed «è incerto a quali insegnanti verrà affidato l'insegnamento delle discipline introdotte dai nuovi ordinamenti e non previste dai precedenti».

Infine, il Comitato mette in evidenza come siano «in enorme ritardo» le operazioni di definizione dell'organico e quindi quelle di mobilità (in questo momento sono in fase di definizione quelle della sola scuola primaria). «I docenti si troveranno trasferiti d'ufficio sulla base di un organico basato per il prossimo anno su classi di concorso 'atipichè ovvero di classi prodotte da una commistione fra le vecchie classi e quelle previste dal regolamento di revisione, rimasto congelato nel suo iter. In tal modo - conclude il Comitato alcune graduatorie verranno penalizzate dall'unificazione con altre».


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giovedì 24 giugno 2010

Tremonti: conferma tagli Scuola Pubblica e partita in tivù con Bonanni (Cisl)...

Poche ore fa canali e giornali di Stato hanno reso noto questo comunicato: "Tremonti apre alla scuola, accordo con i sindacati". La notizia c'è, ma è vera questa apertura?.
Leggiamo una recentissima agenzia (Reuters):

Il governo è disponibile a valutare una riduzione dei tagli alla scuola nell'ambito della manovra correttiva all'esame del Senato. Lo ha annunciato il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, nel corso di un incontro con i sindacati della scuola di Cisl, Uil e Confsal.
Per venire incontro alle richieste delle parti sociali, il ministro ha detto che c'è la possibilità di utilizzare, per limare i tagli, il cosiddetto "meccanismo del 30%", cioè quella quota dei tagli al comparto già previsti nella precedente manovra triennale (2009-2011) che devono essere riutilizzati nell'ambito della scuola stessa. "Pensiamo sia giusto evitare il congelamento anche sul meccanismo del 30%, previa però una effettiva verifica dei risparmi conseguiti da parte della Ragioneria generale dello Stato", ha spiegato il ministro. "Credo che una quota di quei risparmi possa essere utilizzata nell'ambito della scuola", ha aggiunto.
Secondo Massimo Di Menna, funzionario Cisl, la quota totale di tagli prevista dalla precedente manovra triennale potrebbe essere pari o superiore a 3 miliardi. Di questi dunque, una quota fino al 30% andrà a ridurre i tagli previsti per la scuola con l'attuale manovra. Risorse che il sindacato vuole siano utilizzate per limitare il congelamento degli stipendi sugli insegnanti.
La Cisl chiede comunque un emendamento per mettere nero su bianco l'impegno assunto da Tremonti.

Dopo la conferma dei tagli, quindi, il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, a fianco al leader della Cisl Raffaele Bonanni è andato a tifare la Nazionale azzurra impegnata nei mondiali in Sudafrica. Il ministro ha accettato di buon grado di guardare la partita della Nazionale in platea con tutti gli intervenuti lasciando la sala al termine del primo tempo.
Sorridendo, Tremonti ha detto: «Ho chiesto il permesso a Brunetta. Ho preso una giornata di ferie per ottemperare alla direttiva Brunetta».


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