Aspettando Godot, ovvero i dati ufficiali del Miur sul tempo pieno, pubblichiamo qualche "preziosa" informazione sulle tragiche amputazioni della scuola primaria. Il ministro, chiaramente, smentisce tutto, affermando che "il tempo pieno è aumentato" e saranno addirittura 50.000 i nuovi studenti "in più" ad avvalersene.
Sarà.
A Milano le classi a tempo pieno richieste dalle famiglie ammontano per il 2010/2011 a 7.209. L'ufficio scolastico provinciale ne ha autorizzate 7.061.
La mancanza di risorse per i tagli agli organici ha comportato che 148 classi richieste a TP non venissero autorizzate e fossero trasformate d'ufficio dall'USP a TN. Gli alunni (e le loro famiglie) spostati nelle prime classi dal T.P. a 40 h. al T.N. a 27h, ammontano a 3.830 unità.
Lo scorso anno le prime a TN erano appena 92, nel 2010/2011 in virtù dello spostamento forzoso, passano a 220. Ma c'è di più. La struttura del tempo pieno, due insegnanti per ogni classe, viene meno in quanto non si attribuisce automaticamente il doppio organico alle classi. A seconda del numero di classi attivate si fa un po' di cresta. Classi tutte a T.P.: fino a 30 posti: -1 posto; da 32 a 42: - 2 posti; da 44 a 70: - 3 posti; da 70 in poi: - 4 posti.
Veniamo alla situazione in Veneto. I posti tagliati nella scuola primaria sono complessivamente 652 con la seguente distribuzione territoriale:
Se i posti vengono tagliati, in realtà gli alunni aumentano e aumentano le richieste di tempo scuola delle famiglie venete. Infatti sono oltre 7300 le famiglie che per il prossimo anno scolastico hanno richiesto il tempo pieno che non verranno accontentate.

Per il secondo anno consecutivo le famiglie italiane hanno bocciato il modello Gelmini, vale a dire l’opzione 24/27 ore, privilegiando il tempo scuola a 30 ore o il modello del tempo pieno. I dati provvisori in nostro possesso indicano un aumento di richieste di tempo pieno, anche nelle regioni dove tradizionalmente è meno diffuso: in Campania ad esempio la richiesta è esattamente il doppio, rispetto alle classi attualmente funzionanti. Nella provincia di Firenze non sono state accolte 75 richieste di classi a tempo pieno in più. In Lombardia il 52,47% e in Emilia Romagna il 45,29% delle richieste delle famiglie hanno privilegiato il modello a tempo pieno, con un incremento, rispetto alle classi attualmente funzionanti, rispettivamente del 7% e del 2%. Richieste di incremento che ovviamente non potranno essere soddisfatte. Lo stesso sta avvenendo nel Lazio con quasi 4000 richieste di tempo pieno non soddisfatte.
La possibilità inoltre di garantire le 30 ore settimanali sta diventando una mera chimera: infatti il Ministro attribuirà per il secondo anno consecutivo personale alle scuole solo per 27 ore. L’impossibilità quindi di conciliare organico e richieste ci viene segnalata ovunque in Italia. Drammatica la situazione della Sicilia dove il numero di posti tagliati è altissimo e dove le famiglie per la quasi totalità hanno scelto il modello delle 30 ore.
Come fare per coprire il tempo mancante, premesso che le compresenze (poche) rimaste vengono definitivamente tagliate? Qualche zelante e creativo funzionario provinciale, ha ben pensato di attingere alla dotazione del tempo pieno o dei CTP per ricavare qualche posto in più, contravvenendo quindi a quanto stabilito sia dalla circolare sugli organici 2010/2011 che dal Regolamento.
Ma la coperta è corta e non serve tirarla da tutte le parti: la verità è che il Ministro Gelmini non può garantire il tempo scuola richiesto dalle famiglie, avendo scientemente deciso di smantellare la scuola primaria per pagare il tributo dovuto a Tremonti.
Anche per questo, la FLC ha messo in campo una serie di
iniziative di mobilitazione: infatti la qualità della scuola pubblica e il diritto all’istruzione, pregiudicati gravemente dalle iniziative di questo Ministro, rappresentano per la nostra organizzazione un diritto essenziale di cittadinanza da difendere e tutelare.
Pubblichiamo, tra i dati in nostro possesso, la situazione di due regioni, Lazio ed Emilia Romagna e di due province, Pordenone ed Arezzo.
Ultimissima:
Il Direttore Generale Chiappetta con una
nota inviata il 1 giugno scorso al Direttore dell’USR del Lazio, a lungo tenuta nascosta, invita perentoriamente a garantire la conferma delle classi attualmente funzionanti a 40 ore in fase di organico di fatto.
È senz'altro un risultato positivo, a dimostrazione che la determinazione e la partecipazione attiva a rivendicare il rispetto dei diritti producono cambiamenti, ancorché all’interno di una situazione che rimane critica
Clicca QUI per vedere la nota.
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