domenica 31 ottobre 2010

TAR: taglio sostegno è illegittimo, riconosciuto danno esistenziale a alunni diversabili...

 

CAGLIARI, 31 OTT - Il taglio delle ore di sostegno per i bambini con grave disabilita' non solo e' illegittimo, ma determina un danno esistenziale perche' lede valori garantiti e protetti dalla Costituzione. Lo hanno rimarcato i giudici della Prima sezione del Tar Sardegna accogliendo nel merito i primi ricorsi presentati lo scorso anno dai genitori di bambini disabili che si erano visti tagliare le ore di sostegno. Il Tar ha condannato il Ministero dell'Istruzione a pagare le spese processuali (2.000 euro) e, nei casi in cui il ricorso conteneva una richiesta di danni, un risarcimento di 2.000 euro. (ANSA)


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sabato 30 ottobre 2010

Gelmini: "i problemi dei giovani non dipendono da risorse..."


 

I problemi dei giovani e della scuola non dipendono dalle risorse. Lo ha detto il ministro dell'istruzione, Maria Stella Gelmini, intervenendo al convegno dei giovani di Confindustria di Capri.
''Si parla dell'Italia - ha detto - come di un Paese non adatto ai giovani e alla ricerca. Ma siamo sicuri che l'Italia possa uscire dalla crisi solo invocando piu' risorse'? E' vero che i problemi dei giovani sono legati solo ai tagli del governo'? Siamo sicuri che abbiamo a cuore il futuro dei giovani o i vecchi privilegi'? Dobbiamo interrogarci''.
Secondo il Ministro ''dobbiamo andare verso una cultura del merito, dividere i professori buoni da quelli che non lo sono, dobbiamo abbandonare la distribuzione di risorse a pioggia ed individuare i buoni progetti. Non possiamo piu' permetterci di finanziarie piccoli progetti o di avere un approccio clientelare. Questo e' un governo che non toglie il futuro ai giovani chi lo sostiene, fa un danno al Paese. Sono d'accordo quando si invoca un superamento del '68, che ha condannato la scuola a pagare un prezzo altissimo. Al netto della politica del rigore, anche la politica dello sviluppo passa per le riforme che il governo ha intrapreso e non per le risorse che, purtroppo, a breve non ci saranno. Ma  se riusciremo a superare la polemica sui tagli e la contrapposizione ideologica, c'e' la possibilita' di rialzarsi ed essere orgogliosi della nostra italianità. Ci sono tutte le condizioni per favorire il cambiamento, andiamo avanti e completiamo le riforme".


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BLOCCATA la pagina FB "TUTTI DEVONO SAPERE - la scuola pubblica sta morendo"...

“La tua pubblicazione è stata bloccata a causa di una violazione delle Condizioni d'uso delle pagine”. Con queste parole facebook ha comunicato agli amministratori della pagina il blocco degli aggiornamenti.
Nata a Bologna come luogo in rete di informazione scolastica, TUTTI DEVONO SAPERE - la scuola pubblica sta morendo, contava già più di 10000 iscritti.
Nelle ultime ore numerosi fan hanno reso pubblico sulla bacheca il loro risentimento per questa improvvisa e incomprensibile decisione. 
"...sono iscritto a questa pagina e vorrei sapere perché non è più accessibile agli amministratori. questa censura credo sia degna dei peggiori regimi sovietici, maoisti, islamici e chi più ne ha più ne metta. immagino che questa sia la politica dell'azienda FB: meglio non avere rogne... Mi chiedo sulla base di quale protocollo questa netcommunity può decidere di bloccare una pagina che ha 10000 iscritti. certo finché restiamo tutti qui dentro è come essere dentro rete4. siamo tutti cittadini liberi finché non diamo fastidio. viviamo tutti in una società democratica finchè non chiediamo la verità. e intanto questa gente fa soldi con la pubblicità...", ha scritto un utente sulla bacheca.
La pagina è ancora visibile ma è statica e mancano, a detta degli amministratori, gli strumenti  per la pubblicazione. Quindi è di fatto annullata.
Nell'attesa che si possa ripristinare al più presto l'aggiornamento della pagina - punto di riferimento importante non solo per i docenti, ma anche per genitori e alunni, - invitiamo a postare in bacheca la vostra opinione sul provvedimento (speriamo temporaneo) dei gestori del social network.
I Docenti Scapigliati

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venerdì 29 ottobre 2010

Studenti in piazza contro la "riforma"...

 

Ancora studenti in corteo in alcune citta' per protestare contro la riforma Gelmini. Questa mattina a Roma, i ragazzi delle scuole medie e superiori hanno sfilato fino al ministero della Pubblica istruzione per protestare contro ''i tagli che hanno ridotto la scuola in mutande''.
La Rete degli Studenti medi denuncia i tagli ''su sostegno agli studenti, disabili e migranti, edilizia scolastica e qualita' dell'offerta formativa''. ''Studenti, docenti, precari, genitori, sono gli unici che insieme possono realmente cambiare e ripensare una scuola pubblica in ginocchio'', spiegano sul loro sito web, annunciando : ''Il 30 ottobre saremo in piazza a Napoli con i precari della scuola'' e per oggi ''momenti di partecipazione, cortei e flash mob con lo slogan 'siamo il cambiamento che stavamo aspettando, cantieri dei saperi verso il 17 novembre' per dare piu' forza alla voce di chi pretende un futuro e un presente fatto di certezze e non di precarieta'.
Manifestazioni anche a Bologna e Palermo e in quest'ultima citta' la protesta e' contro la Riforma, ma anche contro l'amministrazione comunale accusata di non provvedere alla manutenzione degli istituti.

fonte: asca.it
foto: http://www.pupia.tv/notizie/0004256.html

Gelmini: dal 2011 nomine docenti "via sms o email"...

 

Dal 2011 i supplenti delle scuole saranno chiamati con mail sul pc (Pec, posta certificata) o sms sul cellulare e non piu' con telefonate o telegrammi. In questo modo ci sara' un risparmio di "oltre 20milioni di euro annui".
Lo hanno annunciato in una conferenza stampa a Palazzo Chigi il ministro per l'Istruzione, Mariastella Gelmini, e quello per la Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta.
Brunetta ha spiegato che si tratta di un "cambio epocale" e questo servizio, che "sta gia' funzionando in parte in via sperimentale", consentira' che le chiamate per "gli oltre 300mila supplenti avvengano in trasparenza, senza trucchi e inganni, senza costi, garantendo loro la certezza della graduatoria". "Per la prima volta - ha aggiunto Gelmini - i supplenti non saranno piu' convocati con telegrammi ma con posta certificata e sms. Ci sara' un risparmio di tempo, e un risparmio di 20 milioni di euro all'anno".

fonte: AGI 
 


mercoledì 27 ottobre 2010

Aosta, gogna sul web per chi non ha pagato la mensa scolastica...

 

La pubblicazione sul sito istituzionale del comune dell'elenco dei cittadini morosi per mancato pagamento delle rette per il servizio mensa ha scatenato la polemica a Pont-Saint-Martin (Aosta), piccolo centro di 4.000 abitanti al confine con il Piemonte. Con delibera n.299 del 3 settembre 2010 l'amministrazione comunale ha infatti deciso di inserire su web la determina in cui e' indicato il nome di chi non ha versato il canone, aggiungendo nella lista anche i nomi dei figli che hanno usufruito del servizio, il periodo di mancato pagamento e la cifra dovuta all'ente pubblico. Le ingiunzioni variano da un minimo di 144,13 ad un massimo di 1.624,35 euro. ''I dati inseriti su internet non sono sensibili - ha sostenuto il sindaco Guido Yeuillaz - e quindi non c'e' violazione della privacy, anche se sono il primo ad ammettere che era meglio non aggiungere i nomi dei minori''.
"Secondo noi - commenta la consigliere Cleta Yeuillaz - c'è un'evidente violazione della privacy. Le persone che non hanno pagato, tra cui alcuni immigrati stranieri, sono state messe alla berlina, con il rischio di discriminazione all'interno di un piccolo paese come il nostro".

fonte: Ansa.it
 

lunedì 25 ottobre 2010

CGIL: PROPOSTA FONTANINI (LEGA) SU DISABILI E' RACCAPRICCIANTE

 

L'idea della Lega Nord di istituire classi differenziate per disabili ''costituisce l'ennesima raccapricciante provocazione offensiva verso le persone con disabilita' e le loro famiglie''. E' quanto afferma la responsabile dell'Ufficio politiche per la disabilita' della Cgil Nazionale Nina Daita, aggiungendo che ''si e' capito chiaramente qual e' la filosofia culturale del partito di Bossi: un partito di sani, ricchi, intelligenti e furbi''.
Per la dirigente sindacale ''immaginare di tornare indietro alle classi differenziate e' ''raccapricciante'.
L'idea di segregare le persone ''diverse' e' indegna di una societa' civile e democratica. I bambini e le bambine con disabilita' non hanno scelto di nascere cosi', una politica forte cura i deboli e li integra, non li condanna alla solitudine ed a ulteriori sofferenze''.
Daita ribadisce che la Cgil ''nella sua interezza, contrastera' sempre qualunque tipo di politica oppressiva e razzista nei confronti dei cittadini piu' deboli, sostenendo quanto ribadito dalla Corte Costituzionale che l'inserimento scolastico nei cicli normali di studio, laddove non e' possibile l'apprendimento, e' finalizzato alla socializzazione. La Lega, piuttosto che vietare la scuola ai disabili, dovrebbe - conclude la sindacalista - adoperarsi per garantire un maggior numero di insegnanti di sostegno al fine di garantire il diritto all'istruzione''.

fonte: ASCA

sabato 23 ottobre 2010

Fontanini (Lega Nord) choc: "I disabili ritardano i programmi scolastici", servono "percorsi differenziati"...

 

“Le persone disabili inserite nel mondo della scuola ritardano lo svolgimento dei programmi scolastici” e sarebbe “più utile mettere i bambini con disabilità su percorsi differenziati”. Sono le parole del segretario regionale della Lega Nord e presidente della Provincia di Udine, Pietro Fontanini, intervenuto ieri a un convegno del Consorzio per l’assistenza medico-pedagogica a Palmanova, secondo quanto riferisce il capogruppo del Pd al Consiglio provinciale, Francesco Martines.
Fontanini ha quindi sottolineato che la sanità pubblica ”non si può far carico delle disabilità di coloro che vengono da fuori”.
Affermazioni che sono state accolte con disapprovazione dalla platea.
Non solo, come prevedibile l’uscita di Fontanini ha provocato una serie di reazioni da parte del mondo politico. Per il capogruppo consiliare Pd, Gianfranco Moretton ”le dichiarazioni insane del presidente della Provincia di Udine, Pietro Fontanini, richiederebbero un percorso differente per lui e non per le persone meno fortunate”. Secondo Moretton “è evidente che Fontanini ha perduto il lume della ragione e del buon senso”.
Anche l’assessore regionale alla Sanità, Vladimir Kosic, si dice ”attonito e indignato”. ”Se rispondono al vero le affermazioni riportate – ha detto Kosic, interpellato dall’Ansa – devo constatare il palese contrasto con tutto quello che stiamo facendo con gli enti locali e le famiglie sul tema della disabilità”.

fonte: http://bora.la/2010/10/23/i-disabili-ritardano-i-programmi-scolastici-ed-e-tutti-contro-fontanini


venerdì 22 ottobre 2010

La Gelmini vuole i videogiochi a scuola: "possono essere utili per la didattica"...

 

Non si devono solo criticare i videogiochi perché "possono essere utili per la didattica". Lo ha detto il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, intervenendo a Roma a un convengo sui videogames organizzato dalla Aesvi, associazione degli editori italiani di videogame ne ha approfittato per divulgare qualche dato e coinvolgere le istituzioni nel dibattito sull'intrattenimento interattivo.
Come si legge nel rapporto ISPO ormai la diffusione dei videogiochi nei nuclei familiari con figli tra i 6 e i 17 anni è capillare. "Il 70% utilizza regolarmente i videogiochi, un numero pari a circa 700 mila famiglie, dove il 20% di queste arriva a considerare i videogame un vero collante generazionale tra mamma e papà e i ragazzi, con momenti regolari di gioco assieme su console o su pc", sottolinea il Corriere della Sera al riguardo. Il dato percentuale raddoppia in presenza di genitori con età compresa tra 25 e 34 – probabilmente ex videogiocatori.
"I videogiochi sembrano capaci di tradurre i riti dell’infanzia in un linguaggio più adulto", ha spiegato il professor Renato Mannheimer, responsabile della ricerca. Tanto più che l'81% dei giocatori lo riconosce un momento formativo soprattutto per migliore le capacità di utilizzo dei dispositivi tecnologici. 
"I videogiochi oggi rappresentano un'opportunità per introdurre nella scuola linguaggi digitali e nuove strategie di apprendimento", ha commentato al Corriere il ministro Gelmini."Dalla ricerca infatti emerge chiaramente come i genitori attribuiscano ai giochi elettronici un valore dal punto di vista cognitivo. La nuova generazione di videogiochi didattici offre molte opportunità e non è un caso che siano ormai utilizzati anche all’interno di percorsi universitari".


La "tombola" della Gelmini: 12000 o 42000? Il Miur smentisce se stesso...



 

Il Miur sostiene che i precari senza contratto sono "solo" 12000. Ma allora com'è possibile che le richieste per il Salva precari sono complessivamente 42000? I conti non tornano, decisamente.

Il Miur spiega che i mancati rinnovi sono 12000 perché a fronte delle 67000 cattedre tagliate occorre sottrarre i 55000 pensionamenti. I numeri reali però sembrano sconfessare questa tesi perché il decreto si applica solo a chi ha lavorato nel 2008/2009 ed ora si trova senza incarico. Il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, dopo la denuncia del suo sindacato sulla sottostima dei dati, chiede che “il ministero riconosca fino in fondo i numeri che ci sono, così da poter inventariarli”. Sottolinea nel merito, il segretario generale Cisl Scuola, Francesco Scrima (audio), secondo il quale “i numeri confermano come permanga, per la scuola, un'emergenza occupazione rispetto alla quale non è consentito abbassare la guardia: è stato giusto prorogare di un anno le misure introdotte nell'a.s. 2009/10, ma è chiaro che occorre fare di più”.

La Cisl “denuncia” la sottostima del ministro Mariastella Gelmini e chiede che si prenda atto della situazione contingente e si dia avvio ad una nuova politica per gli organici. L'elaborazione dei dati Miur fatta dalla Cisl Scuola riapre la partita sulle stime avanzate dal ministro della Pubblica Istruzione sui mancati rinnovi contrattuali dovuti alla riforma Gelmini. Segretario secondo i dati del Miur da voi elaborati le istanze presentate quest'anno per l'inclusione negli elenchi prioritari sono circa 42000 ovvero il 45% in più dello scorso anno. Il ministro Gelmini ha sottostimato la portata del suo decreto? Come valuta questo fenomeno?

«Sulla base dei tagli dell’anno scorso, noi abbiamo sostenuto fortemente il decreto salva-precari come ammortizzatore per andare in contro alle esigenze e ai bisogni del nostro personale. L’aumento che c’è stato riguarda, così come abbiamo sottolineato, il numero di docenti che nell’anno precedente non avevano usufruito dei progetti, sulla base dell’accordo ministero-regioni perché molti sono stati attivati in ritardo. Lo scorso anno sono stati utilizzati 6800 gli insegnati mentre quest’anno siamo a quota 13000 perché sono aumentati numericamente gli accordi e sono stati anticipati.»

Quindi secondo lei questi numeri non dimostrano che c’è un’emergenza occupazionale nella scuola?
«L’emergenza occupazionale nella scuola c’è e l’abbiamo denunciato al fine di trovare tutte le soluzioni possibili. Abbiamo evidenziato la positività della proroga del decreto salva-precari a cui altri non mai creduto, anche alla luce della consapevolezza che saremmo andati incontro a situazioni critiche come queste. Come sindacato chiediamo una nuova politica degli organici attraverso un piano di assunzioni, con l’obiettivo di assorbire tutti i posti attualmente vacanti e disponibili sia del personale docente sia ATA, consci che la coperture totale dei posti non risolverà il problema del precariato visto l’elevato numero di iscritti nelle graduatorie ad esaurimento.»

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mercoledì 20 ottobre 2010

Il "gradimento" della Gelmini scende di 4 punti...

 
Gradimento ministri. La Gelmini scende di 4 punti 
 
da Tuttoscuola, 20.10.2010


Nel consueto sondaggio mensile di Repubblica sugli indici di gradimento del Governo e dei suoi ministri, ottobre registra una situazione complessivamente negativa per l’Esecutivo guidato da Berlusconi.
Nessun ministro guadagna punti nel sondaggio, nove ministri confermano il punteggio di gradimento del mese precedente (tra questi tutti i ministri della Lega), mentre la maggior parte perde da un minimo di uno ad un massimo di quattro punti.
Tra i ministri colpiti dalla maggiore disaffezione degli Italiani, con una perdita di gradimento pari a 4 punti, vi sono il ministro La Russa e il ministro Gelmini.
Probabilmente il ministro della difesa paga l’effetto della presenza militare in Afghanistan con i quattro alpini caduti nell’imboscata talebana, mentre Maria Stella Gelmini è colpita probabilmente dagli effetti dell’autunno caldo con le proteste dei precari e la mancata e contestata riforma dell’università.
Il ministro Gelmini, dopo alcuni mesi di stallo a 37 punti, a settembre era risalita a quota 40, ma a ottobre, complici certamente le problematiche connesse con le sue riforme, è scesa a 36, il suo punteggio più basso da una anno a questa parte.
Tra le donne ministro perde punti anche la Carfagna (pari opportunità) che scende a 50, la Meloni (Politiche giovanili) con -2 si ferma 35, la Brambilla (turismo) che scende a 25, mentre la Prestigiacomo (ambiente) conferma il precedente punteggio di 34.

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Pantaleo (Flc-Cgil): si va "verso la demolizione dell'obbligo scolastico a 16 anni..."

 
Mimmo Pantaleo, segretario generale FLC-Cgil, ha espresso oggi il suo parere sul ddl lavoro. Queste le sue parole:

"L'approvazione definitiva del ddl lavoro e' un ulteriore passo verso la demolizione dell'obbligo scolastico a 16 anni. Nei fatti, con la possibilita' di assolvere l'ultimo anno dell'obbligo scolastico attraverso un contratto di apprendistato, si consenta di andare a lavorare a 15 anni, senza completare un percorso formativo di base all'altezza dei cambiamenti in atto nella societa' e nel mondo del lavoro. In realtà siamo di fronte all'allargamento ulteriore delle disuguaglianze sociali perche' quel percorso riguardera' i figli delle famiglie piu' disagiate e con difficolta' di apprendimento, certamente non coloro i quali hanno le possibilita' economiche per continuare gli studi o per permettersi le scuole private. 


A cio' si aggiunge che i contratti di apprendistato, che coinvolgono piccole e piccolissime imprese, si configurano spesso come negazione di diritti, se non di vero e proprio sfruttamento, senza alcun contenuto formativo. Ma ormai questo Governo ha deciso che i diritti dei lavoratori possono essere cancellati e che l'apprendimento di massa deve essere demolito pezzo per pezzo. Per queste ragioni intensificheremo le azioni di lotta attraverso una forte unita' tra Flc, precari, studenti e mondo del lavoro per cambiare radicalmente un modello sociale che è ingiusto verso le nuove generazioni...".
 
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martedì 19 ottobre 2010

MENO SI STUDIA MEGLIO È: incredibile manifesto pubblicitario a Bergamo...

 

Una pubblicità originale, senza dubbio.
Ma anche un chiaro elogio alla formazione professionale e un diretto sberleffo alla cultura e all'istruzione. Alla riscoperta dei lavori più classici e tradizionali, in realtà la pubblicità rischia di offendere chi ha studiato una vita ritrovandosi nel mare del precariato. Il manifesto presenta "Andrea, che dopo le medie ha studiato 3 anni, ha la qualifica professionale, è capo reparto, ha un ottimo reddito, un posto fisso e vive con la sua donna". Poi c'è "Luca, che dopo le medie ha studiato 9 anni, è laureato da sei, ha un lavoro precario, cerca un posto fisso, ha un reddito basso, e vive con i suoi genitori". Non sono mancate le polemiche, in particolare degli studenti universitari.
La pubblicità è stata diffusa nei giorni scorsi dal Consorzio Enfapi di Treviglio nella Bassa Bergamasca: pubblicità che mette in luce la disparità attuale di prospettive tra chi decide di proseguire con gli studi e chi, invece, sceglie una carriera di tipo professionale, evidenziando come la seconda possa garantire maggiore sicurezza.
«Non c’era bisogno di fare una pubblicità del genere – scrive uno studente –  quando è risaputo che chi intraprende gli studi universitari ha poi difficoltà di sbocchi lavorativi, soprattutto in questi tempi» e ancora «Mi sembra decisamente ingiusto – dice una studentessa – presentare in modo così umiliante la scelta di vita  di molti giovani, i cui genitori hanno lavorato per poter garantire loro un’istruzione superiore».
 
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Gelmini a Canale5 : i precari "non sono tutti indispensabili"...


Dichiarazione del ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, nel corso della ''Telefonata'' con Belpietro su Canale5.
I precari sono un'eredita' che acquisiamo dal passato, da politiche sbagliate. Non sono tutti indispensabili purtroppo la capacita' della scuola e dell'universita' di assorbire posti di lavoro e' limitata e nel tempo la politica, per acquisire consenso facile, ha promesso posti di lavoro che in realta' erano posti di attesa nelle gradutorie. Il governo Berlusconi si e' occupato dei precari ha approvato delle soluzioni compatibili con le risorse che abbiamo a disposizione con il buon funzionamento dell'universita' e della scuola facendo anche accordi con le regioni. Credo che questo sia il tempo delle riforme, della serieta', della responsabilita' e quindi bisogna avere il coraggio di dire no a conflitti e a contrapposizioni inutili. I giovani del loro futuro perche' la crisi mette in difficolta' soprattutto le giovani generazioni. Ma quando vediamo che l'Italia dal punto di vista occupazionale regge meglio di altri paesi, ma nel segmento giovanile invece la percentuale dei disoccupati aumenta, io credo che ci dobbiamo interrogare su quale sia il sistema della formazione migliore per garantire un'autonomia, una carriera professionale, uno sbocco occupazionale per i giovani. Oggi e' il tempo di approvare una riforma che sia tra l'altro in linea con l'Europa. Nelle prime 100 universita' a livello internazionale sono pochissime quelle italiane e allora sbaglia chi pensa sia solo un problema di risorse, e' in primo luogo un problema di regole. La verita' e' che l'impostazione egualitaria, falsamente egualitaria, del '68 ha portato le nostre universita' a ricoprire gli ultimi posti nella classifiche internazionali. [...]
qualche universita' purtroppo e' in situazione di dissesto finanziario e la riforma infatti prevede la fusione o federazione di atenei diversi come strumenti per favorire una riprogrammazione dell'offerta formativa. Perche' non dobbiamo puntare all'universita' sotto casa, ma dobbiamo avere dei centri di eccellenza. L'universita' autoreferenziale non serve ai giovani ne' al paese. Mi dispiace constatare che al netto delle differenze politiche molti giovani non abbiano capito che non e' difendendo la quantita' dei professori che difendono il loro futuro. L'universita' non e' un ammortizzatore sociale, ma in primo luogo un centro di formazione di qualita'"
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sabato 16 ottobre 2010

Nichi Vendola: "Siamo al capolinea di una stagione che ha sfigurato l'Italia, che ha massacrato diritti sociali fondamentali"...

 

"Carissimo precario, la voglia di scriverti mi deriva dalla considerazione della tua ingratitudine: in fondo tu sei il vero eroe del nostro tempo". Lo ha dichiarato il portavoce nazionale di Sinistra Ecologia e Liberta' (Sel), Nichi Vendola, in un videolettera dedicata ai precari dell'Universita' e pubblicata su nichivendola.it. "I precari che oggi dilagano in ogni segmento del mondo produttivo sembrano viceversa non accorgersi di questa centralita'- continua il Presidente della Regione Puglia - in particolar modo, la tua ingratitudine oggi rischia addirittura di rappresentare un granello di sabbia che puo' inceppare il meccanismo del Governo". Nichi Vendola sottolinea come il Ministro Gelmini sia stata sul punto "di mettere una toppa a quel dolore acutissimo o a quel buco violentissimo che si sta creando nel sistema universitario, e la toppa era un emendamento salva-precari. Ma la Gelmini - dice Nichi Vendola- anche questa volta non aveva fatto i conti con il Ministro Tremonti". L'Universita' italiana, di fatto, subira' tagli per 1 miliardo e 400 milioni di euro, "un salasso che non ha precedenti nella storia italiana, sostanzialmente un colpo alla nuca del sistema universitario". "Non c'e' salva-precari, non c'e' salvezza", sostiene rivolgendosi ai precari, "sei ancora una volta, caro precario, l'eroe del Governo Berlusconi. Dopo i tagli alla scuola, otto miliardi di euro in meno, i tagli all'Universita' e tutto questo viene presentato nel nome del riformismo berlusconiano". "Siamo al capolinea di una stagione che ha sfigurato l'Italia - conclude Nichi Vendola-"che ha massacrato diritti sociali fondamentali. Il colpo grosso e' quello che riguarda proprio la formazione: precarizzare il mercato del lavoro e rendere precaria la cultura, gli apparati formativi, i docenti, gli insegnanti, gli studenti. E' la societa' della precarieta'". "Caro precario, io penso che non valga la pena di lamentarsi, forse e' giunto il momento di rivoltarsi".(AGI) .

Il Ministro Gelmini, che pensa di poter fare una riforma degli apparati produttivi fatta con i tagli, tagliando, recidendo o fatta disinvestendo, si trova oggi nel tentativo di mettere una toppa a quel dolore acutissimo o a quel buco violentissimo che si sta creando nel sistema universitario, e la toppa era un emendamento salva-precari. Ma la Gelmini anche questa volta non aveva fatto i conti con il Ministro Tremonti. La norma salva-precari è incompatibile con il modello di compatibilità economico-finanziaria che ha il Governo Berlusconi. Quindi, l'Università si deve beccare una riforma epocale fatta di meno un miliardo e 400 milioni di euro, cioè non un dimagrimento, un razionamento, un salasso che non ha precedenti nella storia italiana. 

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"Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata" (Pietro Calamandrei, 1950)...


 

Ci siano pure scuole di partito o scuole di chiesa. Ma lo Stato le deve sorvegliare, le deve regolare; le deve tenere nei loro limiti e deve riuscire a far meglio di loro. La scuola di Stato, insomma, deve essere una garanzia, perché non si scivoli in quello che sarebbe la fine della scuola e forse la fine della democrazia e della libertà, cioè nella scuola di partito.
Come si fa a istituire in un paese la scuola di partito? Si può fare in due modi. Uno è quello del totalitarismo aperto, confessato. Lo abbiamo esperimentato, ahimè. Credo che tutti qui ve ne ricordiate, quantunque molta gente non se ne ricordi più. Lo abbiamo sperimentato sotto il fascismo. Tutte le scuole diventano scuole di Stato: la scuola privata non è più permessa, ma lo Stato diventa un partito e quindi tutte le scuole sono scuole di Stato, ma per questo sono anche scuole di partito. Ma c'è un'altra forma per arrivare a trasformare la scuola di Stato in scuola di partito o di setta. Il totalitarismo subdolo, indiretto, torpido, come certe polmoniti torpide che vengono senza febbre, ma che sono pericolosissime... Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A "quelle" scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d'occhio i cuochi di questa bassa cucina. L'operazione si fa in tre modi: ve l'ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico"
(dal discorso al III Congresso dell'Associazione a difesa della scuola nazionale, Roma, 11 febbraio 1950)
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