PESSYCAT
Le avventure di una supereroina femminista ai tempi dell'Impero Azzurro
di Maria Elena Pessina
Sono Pessycat, la supereroina femminista. Come tutti i supereroi ho un travestimento straordinario, che mi rende irriconoscibile. La mia tutina è in Goretex elasticizzato, di un neroviola cangiante al verde. Indosso sempre la mia maschera speciale, una gelatina al retinolo con enzimi e acido glicolico, che trasforma il mio viso in un impasto di carne lucida e tesa, perfettamente somigliante a tutti, e quindi a nessuno.
Sono ricercata dall’Interpol perché il femminismo è illegale dall’anno 2015, più o meno nello stesso periodo in cui vennero istituiti i corsi di Masturbazione Guidata Per Programmi TV Di Fascia Pomeridiana nelle scuole pubbliche. A quei tempi la pedofilia divenne di gran moda, e il consiglio degli Uomini Azzurri votò una legge per promuoverla a livello internazionale. Chi si oppose venne incarcerato con l’accusa di Moralismo Antiliberale.
Sono in possesso di queste informazioni dimenticate perché ho avuto la fortuna di conoscere Zia Gaga, una donna straordinaria che visse negli anni 2000. Zia Gaga riuscì a consegnarmi il FileVanity poco prima di morire in un agguato delle Guardie Islamiche Lombarde, mentre cercava di attraversare il lago di Lugano a bordo di un gommone rosa a forma di telefono gigante. Zia Gaga fuggiva verso nord, ma sapeva di non avere scampo. Era braccata da tempi immemori, era vecchia e stanca. Forse per questo mi aveva consegnato il File prima della fuga, aveva avuto un presentimento.
Ero molto giovane quando venni in possesso del FileVanity, non sapevo nulla del passato dell’Impero Azzurro, il che era ed è normale per tutti i sudditi. Passai due giorni e due notti a visionare le informazioni che Zia Gaga mi aveva consegnato e scoprii cose incredibili. In un tempo non lontano il femminismo si era diffuso nel globo e aveva fatto proseliti, anche tra i Maschi Dominatori. Vi erano foto che ritraevano donne dall’aspetto strano, di inconcepibile naturalezza. Alcune sorridevano sfoggiando rughe e segni d’espressione, altre portavano abiti morbidi e scarpe comode senza tacco.
Nessuna pareva essersi sottoposta alle Tre Cure Obbligatorie Femminili: Mastoplastica 5° misura, Lipofilling Labbra Permanente e Depilazione Laser Definitiva Integrale.
Psicologicamente non ero pronta a un impatto di tale portata, le immagini erano troppo crude, i contenuti incredibili. Nel FileVanity c’erano anche video, articoli e interviste a donne che si erano distinte per meriti non fisici o sessuali, sembrava pura fantascienza. Quello che rimaneva misterioso era come, in pochi decenni, quella civiltà iperevoluta fosse scomparsa e poi dimenticata. Zia Gaga si era portata nella tomba questo segreto, passandomi il testimone della Lotta Di Liberazione Femminile.
La conoscenza dei fatti del passato mi procurò febbre altissima, vomito e dissenteria. Dopo giorni d’indicibili sofferenze mi svegliai con le tette svuotate dal silicone, le labbra sgonfie e una peluria diffusa su tutto il corpo. Iniziò così la mia avventura di supereroina.
Agisco in solitudine e vivo in clandestinità. Mi muovo veloce a bordo della Pessymobile, che è anche la mia base operativa, dotata di ogni comfort. Grazie ai miei superpoteri ho condotto con successo azioni di disturbo contro l’Impero, ho creato un network di fedeli seguaci e sono un esempio per le nuove generazioni. La cosa più difficile non è combattere gli Uomini Azzurri, ma convincere le Donne Rosa della loro condizione di schiavitù.
Ho contattato le più potenti. Cortigiane famose ed influenti come l’anziana Pornoparlamentare di Azione Borbonica Naomi Sevizia. E’ una delle pochissime Donne Rosa che ha superato ampiamente l’età limite di vita della popolazione femminile. Per legge ogni donna non può vivere oltre i 50 anni, poiché il suo corpo non ha più alcuna utilità sessuale ne’ attrattiva estetica, e il suo cervello è considerato comunque inutile sin dalla nascita. Una leggenda molto diffusa narra che alcuni Uomini Azzurri nascondano le anziane madri, o addirittura le nonne o le amanti di gioventù, nei palazzi e nelle ville di campagna. Non ho mai creduto a queste dicerie, ma durante la mia ultima missione ho dovuto ricredermi.
Mi ero introdotta furtivamente nel casale di Meo Tattucari, il potentissimo produttore televisivo fondatore di Divertentissima Umiliazione Media Group, per rapirlo e chiedere un riscatto. Mi aggiravo a passi felpati nell’oscurità dei lunghi corridoi, osservando i trofei appesi alle pareti, perlopiù pezzi di carne mummificati appartenuti a soubrette e letteronze del Primo Periodo Popporno. Mi appostai dietro una tenda in attesa che Tattucari rientrasse a casa, ma sentii improvvisamente un odore pungente di soffritto proveniente dalla grande sala di rappresentanza vicino all’ingresso.
Gli aromi di aglio, cipolla e sedano, misti a uno sfrigolio di strutto e lardo, si stavano diffondendo rapidamente, e senza esitazione seguii quegli effluvi sino a una libreria, da dove sembrava avessero origine.
Scoprii così che dietro quella parete di finte enciclopedie si nascondeva un vano tinello in stile borgata romana ante-impero. Nell’angolo più buio, a ridosso dei fornelli, un’anziana signora era intenta a preparare la Coda Alla Vaccinara. Meo Tattucari aveva risparmiato la vita di sua madre perché non poteva sopportare l’idea di doversi privare per sempre del suo piatto preferito.
Come per tutti i supereroi la mia vita è molto difficile e rischiosa. Sono consapevole che prima o poi verrò catturata, o finirò uccisa come Zia Gaga. Ma non ho paura della morte, perché il mio corpo era già un cadavere di carne scopabile ancor prima che nascessi. Ho paura dell’oblio delle idee in cui ho creduto, spero che quelle continuino a sopravvivermi.
Maria Elena Pessina