domenica 1 maggio 2011

1° Maggio e Beatificazione, perché?...


Oggi è il 1° Maggio 2011, festa dei Lavoratori. 

Festa internazionale del LAVORO.
Internazionale appunto, non un festino parrocchiale o un aperitivo tra compari da consumare in un dehor.

In Italia mussolini soppresse questa festività (nel 1925), proponendo la "Festa del lavoro italiano" il 21 Aprile (in coincidenza con il Natale di Roma). 
Fu ripristinata nel 1945, quando l'Italia si liberò (almeno temporalmente) da quella vergognosa  follia che è stata il fascismo.

Ecco, oggi è accaduto qualcosa di particolare
Lo esprimiamo con dolore e un pizzico di confusione, senza girare intorno con le parole: si è scelto di dar luogo alla beatificazione di Karol Wojtyła proprio oggi. 
Perché?
Per quale motivo si è voluto (di fatto) oscurare una ricorrenza tanto importante e per molti uomini "sacra" con la beatificazione (seguita in mondovisione) di Giovanni Paolo II?
La nostra è una breve e sincera riflessione, non un attacco generico alla Chiesa Cattolica.

Perché, in un momento storico come questo, in cui i disagi generazionali causati dall'assenza di lavoro e dalla tragica difficoltà di trovarlo si ingigantiscono paurosamente, è stato realizzato un evento "religioso" così popolare e in coincidenza con il primo maggio

Una clamorosa e mortificante testimonianza di indifferenza? Non vorremmo.
Non vorremmo.
  

I Docenti Scapigliati

9 commenti:

  1. Perché beatificare un amico dell'assassino pinochet?

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  2. perchè hanno pubblicato la foto con il Dalai Lama e non quella col criminale pinochet' oh scusate,dimenticanza.

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  3. il 1° MAGGIO è SOLO UNA COINCIDENZA.... Giovanni Paolo II ha istituito la festa della divina misericordia (1^ domenica dopo Pasqua), è morto in tale data e per questo è stato beatificato nella stessa data. Oltre ad essere la festa del lavoratore per la Chiesa oggi è la festa di Gesù misericordioso......

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  4. Non indifferenza ma puro calcolo politico: sono abituati a fagocitare qualsiasi evento-luogo "diversamente sacro". Benvenuti nella repubblica italo-vaticana. Massimo, milano.

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  5. Stanno "uccidendo" tutto e tutti... persone e diritti.
    Ma la colpa è anche nostra. Siamo una generazione di rammolliti. I nostri padri sapevano cosa era la lotta.

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  6. @ "il 1° MAGGIO è SOLO UNA COINCIDENZA.... Giovanni Paolo II ha istituito la festa della divina misericordia (1^ domenica dopo Pasqua), è morto in tale data e per questo è stato beatificato nella stessa data. Oltre ad essere la festa del lavoratore per la Chiesa oggi è la festa di Gesù misericordioso...... "


    Non è vero che è morto in tale data , ma il 2 aprile 2005 alle ore 21:37! 
    E questa data NON È UNA COINCIDENZA, infatti in questa data la chiesa festeggia la Divina Misericordia, una festa che è stata fortemente voluta proprio da Giovanni Paolo II.
    QUINDI INFORMATEVI PRIMA DI "SPARARE CAVOLATE!" 

    P.s: Ho risposto a te, ma era per tutti quelli che commenano senza nemmeno sapere di ciò che si sta parlado!

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  7. Verissimo, si tratta della prima domenica dopo la Pasqua, nessun calcolo..
    Va bene voler vedere ombre dietro a tutto, ma così si esagera..
    Anche Ascanio Celestini se la poteva tranquillamente evitare, l'uscita analoga al concerto del Primo maggio

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  8. Il primo Maggio corrisponde alla prima domenica dopo Pasqua che a sua volta corrisponde alla Festa della Divina Misericordia.
    Tutto partì nel 1931 quando a Plock, in Polonia, Gesù apparve a Suor Faustina Kowalska, affidandole il compito di trasmettere al mondo il "fuoco della Divina Misericordia" e di istituirne la festa.
    Padre Giovanni Paolo II fu molto legato alla festa della Divina Misericordia ed alla Madonna; fu lui che il 30 Aprile del 2000 proclamò Santa suor Faustina Kowalska, perno principale della Congregazione della Santissima Madre di Dio della Misericordia.

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  9. Il 1* Maggio,è la Festa dei lavoratori, istituita in Italia nel 1891, soppressa poi durante il ventennio fascista, e ripristinata nell’immediato dopo guerra nel 1945. Da allora i lavoratori si riuniscono in gran numero a Roma, oltre che nelle piazze di altre città, sventolando bandiere rosse, fazzoletti rossi legati intorno al collo. Capitanati dai loro sindacati portano sul palco di ogni piazza i loro problemi e la rivendicazione dei loro diritti.
    Domenica è stata una giornata anomala, derubata ai festeggiati per un evento che ha cercato di occupare la scena con altrettanto clamore. Sacro e profano sono stati a un passo fra loro.
    Il tam tam del potere per molte settimane ha martellato, attraverso i media, in favore del futuro santo-subito, arginando volutamente il significato di un giorno e una data che si avrebbe voluto sostituire con un evento religioso.
    Il silenzio di quella parte politica che si professa a favore dei lavoratori, degli stessi sindacati, ha avuto un aspetto sinistro, oscuro. Forse quel Dio si sarebbe offeso se quella proclamazione fosse stata rimandata a Lunedì o magari alla Domenica successiva.
    Ma quel Cristo, di cui tanto parlano riempiendosi la bocca, avrebbe usurpato un giorno dedicato a quelle minoranze che Lui stesso proteggeva, in nome della santificazione di un uomo che in vita fu un potente fra i potenti?
    La rabbia cresce davanti alla percezione sempre più forte di una repressione che allunga i suoi rami in ogni dove e con ogni mezzo . Cresce davanti a quei pellegrini lavoratori , che provengono da Paesi dove godono ancora dei diritti che gli italiani hanno perso. Cresce davanti allo schieramento di forze dell’ordine per garantire la celebrazione religiosa in un giorno che appartiene alla laicità.
    E cresce davanti alla mancanza di rispetto che da troppi anni tutti sentiamo sulla nostra pelle.
    Domenica Roma ha sentito il suono delle campane, canti di salmi … e l’odore pungente di un cadavere, quello della libertà!
    Non è un andare contro la religione o contro la Chiesa, è il tutto che , a volte, diventa irrespirabile. E' La chiesa, quella degli uomini, che tenta di oscurare con ogni mezzo la "sacralità" della dignità dell'uomo e la libertà che si concretizzano nei doveri e nei diritti che il lavoro , quello sicuro e non il precario, da la giusta dimensione all'individuo come essere e non come "schiavo".

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