lunedì 7 maggio 2012

Dietro le sbarre. Il prof casertano: "Così porto Dante ai detenuti"...

di Lidia Luberto
«Lo studio, in generale, e questo di Dante, in particolare, costituisce per i miei allievi un modo per riempire spazi vuoti, per cercare risposte a domande che, forse, prima non si erano mai posti, per far fronte all'angoscia esistenziale che spesso assale chi ha come unica prospettiva quella di passare il resto dei suoi giorni fra le mura del carcere» racconta Troianiello.


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